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22 maggio 2008
Scoppia la mania de "I liceali", ma il Mamiani di Roma risponde: " Quelli non siamo noi "
  

ROMA- il Mamiani non ci sta. Si ribella alla fiction. Gli studenti affermano “noi non siamo così” rispondendo a quel nuovo grande fratello che pompa audience con “ I liceali”, serie tv di successo alle prese con professori provinciali, studenti assenti, degrado scolastico e genitori incompresi dai figli. Un “miscuglio” di luoghi comuni ai quali lo storico liceo classico “Mamiani”, sito in viale Giulio Cesare risponde con un categorico no,sbattendo letteralmente e fisicamente le porte in faccia al set. Volano alti gli ascolti della messa in scena dell'incomunicabilità generazionale, di una vita tra i corridoi e nelle aule dove gli insegnanti inseguono alunni assenti e spesso poco diligenti. Un quadro veritiero dove si ferma l'occhio del regista giovanilista che ritrae personaggi dai ruoli critici catapultati in realtà costruite. È boom al telecomando, ma sboom tra i veri banchi, quelli del Mamiani, scontato ruolo di perdizione nella fiction, carrellata di adolescenti attenti solo ai vestiti, al cellulare e ai locali da sballo. Vasi scomunicanti e realtà opposte. Una realtà di bidelli che si interessano alle voci di corridoio. Uno specchio banale che può adattarsi a qualsiasi scuola. Una realtà che non è quella del liceo Mamiani dove gli studenti vanno a scuola per imparare e forse anche per crescere. E così senza esitare si sono rivolti al preside : “ Quei liceali non siamo noi”.




permalink | inviato da claudiagiannini il 22/5/2008 alle 16:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa
16 maggio 2008
Cos'è l'amore?cosa ci spinge ad amare qualcuno?esiste davvero l'amore romantico oppure esso è solo che una banale visione del sentimento per eccellenza...risposte e domande sul mistero dell'amore.
L'amore:desiderio di possesso,desiderio sessuale, desiderio di immortalità, l'amore è tutto questo,qualcosa di cui precisamente non sappiamo nulla e sul quale siamo soliti porci delle continue domande e fare continue affermazioni: “mi ami?”, “ voglio essere amato”...ma cosa pretendiamo quando chiediamo di essere amati?,cosa realmente desideriamo?..che intendiamo con la parola ti amo?.Questo genere di amore;la passione romantica è solo un banale malinteso,l'amore vero è in realtà qualcosa di molto più complesso. Ne parliamo come se fosse un oggetto tangibile, quando è qualcosa che può assumere le forme più diverse per chi lo prova. Anche l'amore infatti,proprio come la magia riguarda la sfera dell'inconscio e del sogno, un sentimento che sta al lato opposto della veglia, della ragione e dell'intelletto; un luogo che esiste in ogni momento della nostra vita per il quale proviamo un brivido costante, sentiamo un battito che sembra non terminare mai nel cuore, quella parte segreta del corpo e dell'anima, ed è qui che si muove l'amore, frutto del puro istinto lontano da ogni logica, ma accompagnato da mille emozioni. Ma che succede poi quando l'amore si intellettualizza? Perde tutta la sua magia e finisce, perché l'amore è quel sentimento che resiste solo se vissuto come puro istinto e che deve essere sempre seguito. E allora cosa fare se ci si sente legati in modo dolorosamente irresistibile ad una persona? Un'unica risposta, una pulsione non si può sublimare né guarir,solamente seguire compiendo un gesto magico che permetta di recidere le proprie catene,di concedersi e donarsi all'altro.

Claudia Giannini







permalink | inviato da claudiagiannini il 16/5/2008 alle 17:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
15 maggio 2008
Il dolore "puro" di ognuno di noi:Vanessa Redgrave in scena a Londra.
 
 

LONDRA- “La vita cambia in fretta. La  vita cambia in un istante”.Queste le parole della scrittrice Joan Didion ne “L'anno del pensiero magico” bestseller uscito nel 2004 e che da oggi per tre mesi diventa uno spettacolo teatrale messo in scena da una delle leggende viventi della recitazione, Vanessa Redgrave, 71 anni volto che non ha bisogno di alcuna presentazione:all'attrice sono sempre piaciuti ruoli impegnati che rivelano verità difficili e scomode e l'anno del pensiero magico rientra in questa categoria. La Redgrave presenta la storia di una donna che in diciotto mesi perde le due persone più importanti della sua vita, il marito e la figlia, e deve fare i conti con questo dolore.

Proprio il dolore nella sua forma più pura è il tema portante dello spettacolo che la Redgrave manifesta grazie alle sue brillanti capacità affermando :” E' vero che sul palcoscenico c'è un personaggio solo, ma un personaggio che interagisce con il pubblico e che esordisce sottolineando che tutti si troveranno,prima o poi,ad affrontare gli eventi che sta per raccontare [...] Il pubblico così diventa protagonista”. Alle repliche di qualche critico riguardo alla recitazione troppo distaccata la Redgrave ribatte “ Qui si parla di realtà”. Una realtà incoerente e priva di significato del dolore che può essere superata solo con la magia che tenta invano di controllare ciò che nella vita non può essere controllato. Dietro all'abile recitazione dell'interprete inglese la mano attenta di David Hare,uno dei principali scrittori teatrali del momento, qui nelle vesti di regista pronto a consolidare ulteriormente, con tematiche di tipo politico, il rapporto con il pubblico statunitense.



Claudia Giannini




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